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Grottaglie: scopriamo le ceramiche con Mario Bonfrate

todayLuglio 16, 2021 1

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I più antichi reperti ceramici rinvenuti a Grottaglie (Taranto) risalgono all’VIII sec. a.C.

L’esistenza di un’antica produzione ceramica è testimoniata dal rinvenimento negli anni Sessanta in contrada Vicentino di numerosi oggetti di produzione locale quali recipienti, vasi e coppe. La lavorazione continuò in epoca magno – greca quando si ebbe il massimo sviluppo della produzione artistica e artigianale nella vicina Taranto. Nelle necropoli degli antichi insediamenti sono stati rinvenuti corredi funerari, vasi a figure nere su fondo rosso e a figure rosse su fondo nero.
Sorto nel XIV secolo, al formarsi del primo abitato, li Camenn’re – letteralmente, i camini, cioè i forni – è il medievale quartiere delle ceramiche di Grottaglie nel quale, tuttora, si lavora l’argilla.
Nel 1463 un documento della Regia Dogana di Taranto attesta la produzione e il commercio della maiolica, ciò confermato anche dagli scavi, dove sono stati rinvenuti materiale di ceramica invetriata a base piombifera policroma. Grottaglie in questo periodo era divenuto il maggiore fornitore di manufatti ceramici di uso casalingo al servizio del traffico commerciale portuale. A partire dal 1567 documenti archiviali elencano ceramisti che vengono qualificati “cretari” cioè addetti alla creazione di oggetti di uso comune. Nel Seicento compariranno alcuni “faenzari” dediti ad una ceramica più eletta e raffinata. Frammenti di questo periodo ceramico sono stati rinvenuti durante gli scavi effettuati nel castello episcopio e in quelli della chiesa del Carmine.

La ceramica di Grottaglie è stata sempre prodotta secondo un rapporto fra estetica e funzionalità, cioè la forma in relazione all’uso. Nel Settecento si arriva ad una qualificata produzione, caratteristici sono i cosiddetti “bianchi di Grottaglie” quali zuppiere con piedi leonini, “ciarle” e “vucale” con elementi plastificati. Tipici della produzione pugliese sono le tazze nuziali, le fiasche a segreto, i boccali e le bottiglie antropomorfe. La più originale espressione della maiolica è costituita dalla tipica “ciarla” o giara con coperchio dalle grandi anse.

Museo della Ceramica di Grottaglie

Nei pressi del famoso “Quartiere delle Ceramiche”, il Museo della Ceramica di Grottaglie racconta la storia della sua tradizione artigianale.

Il Museo comprende cinque sezioni e circa 400 manufatti:

– la ceramica tradizionale d’uso, con manufatti usati per i servizi domestici;

– le maioliche, tra cui piatti, brocche ed oggetti ceramici devozionali;

– la sezione archeologica, con reperti datati tra l’VIII ed il IV sec. a.C.;

– una sezione dedicata ai presepi;

– una sezione dedicata alla ceramica contemporanea.

Le opere del Museo provengono da collezioni pubbliche e private e raccontano la storia di un passato in cui la ceramica rivestiva un ruolo fondamentale nella vita degli uomini, soddisfacendo il loro bisogno primario di igiene e di conservazione degli alimenti, ma anche la loro necessità di possedere oggetti che assolvessero ad una funzione puramente ornamentale.
(Se l’hai perso leggi e ascolta l’approfondimento Segreti in tavola dedicato alle ceramiche di Appignano)

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Written by: Piero Mammarella

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